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-Scritto da L’Avv. Melita Cafarelli -Sovraffollamento carcerario e nuove leggi...

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Pubblicato da in Normative · 4 Novembre 2014
-Scritto da L’Avv. Melita Cafarelli
Sovraffollamento carcerario e nuove leggi in materia di risarcimento dei danni Diritto penitenziario – Nuova legge approvata il 21 agosto 2014 che riconosce il diritto a tutti i detenuti e non di denunciare le condizioni di detenzione disumana. L’Italia inizia a dare esecuzione alla sentenza Torreggiani.
Le recenti leggi in materia penitenziaria (Legge n. 10/2014 e Dlgs. n. 21 agosto 2014, n. 92) hanno modificato la procedura che la persona detenuta deve seguire per denunciare le condizioni di detenzione.
Mentre prima ci si rivolgeva direttamente alla Corte europea dei diritti dell'uomo, adesso è possibile percorrere la via giurisdizionale interna.
Le modalità di ricorso variano se la persona sia o meno ancora detenuta.
La persona ancora detenuta può rivolgersi al Magistrato di sorveglianza territorialmente competente. Qualora il Giudice adìto accerta l'inumanità delle condizioni di detenzione vissute dalla persona detenuta o internata, il detenuto avrà diritto ad uno “sconto di pena” pari a 1 giorno per ogni 10 giorni trascorsi in condizioni inumane.
Nel caso in cui la persona interessata non sia più detenuta, entro sei mesi dal decorrenti dal giorno della scarcerazione, potrà presentare apposito ricorso al Giudice civile, chiedendo il risarcimento pari ad Euro 8,00 per ogni giorno vissuto in condizioni inumane.
Le disposizioni transitorie (art. 2 Decreto legge n. 2/2014) riconoscono anche la possibilità alla persona non più detenuta, ma che è stata in carcere negli ultimi anni, di ricorrere al Giudice civile entro 6 mesi da quando è entrato in vigore il decreto (ossia entro il 28 dicembre 2014).
Anche coloro che hanno già presentato ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo e non ha ancora ricevuto una decisione sulla ricevibilità del ricorso, hanno la possibilità, entro sei mesi dall'entrata in vigore del D. Lgs. n. 92/2014 ossia entro il 28.12.2014, di avanzare richiesta risarcitoria sulla base delle nuove disposizioni legislative.
L’Avv. Melita Cafarelli, con studio professionale in Messina, Via Caldara Polidoro n. 4
e Librizzi (ME), Via Murmari n. 181 si occupa prevalentemente di diritto penale (con particolare attenzione al diritto dell’esecuzione penale) di diritto dell’immigrazione e di diritto europeo.
Particolarmente attenta alle novità legislative a livello nazionale, comunitario ed internazionale, ha esperienza in materia di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dei diritti della persona (CEDU), delle condizioni disumane e degradanti dei detenuti e dall’eccessiva durata dei processi (c.d. Legge Pinto).
Contatti: Tel./Fax 090.771008 – Cellulare: 388.8929545
E – mail: avvmelitacafarelli@gmail.com – Pec: avvmelitacafarelli@puntopec.it
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