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Attenzione! alla Videosorveglianza negli Esercizi Pubblici e Privati: Regole e Sanzioni

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Pubblicato da in Normative · 21 Novembre 2014
Attenzione! alla Videosorveglianza negli Esercizi Pubblici e Privati: Regole e Sanzioni
Quali sono le cautele da adottare nel caso si scelga di utilizzare delle telecamere di sicurezza?
Sanzioni e Denunce: Registro dei provvedimenti n. 31 del 23 gennaio 2014 Ordinanza di ingiunzione nei confronti di Impresa individuale ------- ------- di pagare la somma di euro 4.800,00 (quattromilaottocento), secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazione del presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenuto versamento. Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.
L'Autorità Garante sulla Privacy ha ritenuto necessario regolamentare le installazioni di impianti di videosorveglianza, emanando il “Codice IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI” (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196).
Nota importante: False telecamere
Anche l’installazione dimostrativa di telecamere non funzionanti o per finzione, anche se non comporta trattamento di dati personali, può determinare condizionamento nei movimenti e nei comportamenti delle persone in luoghi pubblici e privati e pertanto legittimamente può essere oggetto di contestazione.
Luoghi pubblici e privati aperti al pubblico
Le registrazioni,possono essere conservate al massimo per 48h.
Chi intende installare impianti stabili e comunque non occasionali, cioè sistemi, reti ed apparecchiature che permettano le ripresa e l'eventuale registrazione, debbono osservare dei principi affinché la videosorveglianza sia legittima:principi come- liceità, necessità, proporzionalità e finalità. Principio di liceità consente l'uso delle immagini qualora siano necessarie per adempiere ad obblighi di legge o siano effettuate per tutelare un interesse legittimo.
Principio di necessità va escluso ogni uso superfluo ed evitati eccessi nei sistemi di videosorveglianza.
Principio di proporzionalità va in generale evitata la rilevazione di dati in aree o attività che non sono soggette a concreti pericoli o per le quali non ricorre un'effettiva esigenza di deterrenza.
Principio di finalità gli scopi perseguiti devono essere determinati, espliciti e legittimi: ciò comporta che il titolare possa perseguire solo finalità di sua pertinenza. L'eventuale conservazione temporanea delle immagini deve essere commisurata al grado di indispensabilità e per il solo tempo necessario e predeterminato a raggiungere la finalità perseguita.
Nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa: divieto assoluto di controllo a distanza dei lavoratori rispettando le garanzie previste in materia di lavoro, sia all’interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro; è ammessa se impiegata per esigenze dei processi produttivi e per la sicurezza del lavoro. Negli ospedali e nei luoghi di cura è ammesso il monitoraggio di pazienti ricoverati in particolari reparti (es. rianimazione) e potranno accedere alle immagini solo il personale autorizzato e i familiari dei ricoverati. Nelle scuole l’installazione di sistemi di videosorveglianza è ammissibile solo quando strettamente indispensabile (es. atti vandalici) e solo negli orari di chiusura.
Adempimenti organizzativi
Il soggetto che intende installare un sistema di videosorveglianza in luoghi aperti al pubblico dovrà eseguire i seguenti adempimenti:
1) Analisi preliminare - Prima di installare un impianto di videosorveglianza occorre valutare se la sua utilizzazione sia realmente proporzionata agli scopi perseguiti o se non sia invece superflua. Gli impianti devono cioè essere attivati solo quando altre misure siano realmente insufficienti o inattuabili.
Questa analisi deve essere sintetizzata in forma scritta ed il documento conservato presso il responsabile del trattamento o il titolare.
2) Autorizzazione preliminare - È necessario ottenere una autorizzazione preliminare da parte del Garante solo nel caso che i sistemi di videosorveglianza prevedano una raccolta delle immagini collegata e/o incrociata e/o confrontata con altri particolari dati personali (ad esempio dati biometrici) oppure con codici identificativi di carte elettroniche o con dispositivi che rendono identificabile la voce.
3) Informativa - Chiunque transiti in una zona soggetta a videosorveglianza, quindi anche un semplice cittadino, deve essere informato che sta per accedervi; ciò anche nei casi di eventi e in occasione di spettacoli pubblici (concerti, manifestazioni sportive) o di attività pubblicitarie. Il Garante ha predisposto un modello semplificato di informativa minima sotto forma di "cartello" con un simbolo ad indicare l’area video sorvegliata.
4) Consenso - Si possono installare telecamere senza il consenso degli interessati, sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante, quando chi intende rilevare le immagini deve perseguire un interesse legittimo a fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, sicurezza del lavoro ecc.
5) Responsabili ed incaricati - Si devono designare per iscritto tutte le persone fisiche, incaricate del trattamento, autorizzate ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui è indispensabile per gli scopi perseguiti, a visionare le registrazioni.
6) Regolamento aziendale - È opportuno che venga predisposto un regolamento aziendale relativo ai sistemi di videosorveglianza e registrazioni di immagini in uso presso l’azienda. Nelle aziende più piccole il regolamento può essere sostituito da istruzioni scritte per gli incaricati.
7) Formazione - Devono essere adottate opportune iniziative periodiche di formazione degli incaricati sui doveri, sulle garanzie e sulle responsabilità, sia all’atto dell’introduzione del sistema di videosorveglianza, sia in sede di modifiche delle modalità di utilizzo.
8) Diritto di accesso - Le immagini di una persona acquisite con un impianto di videosorveglianza costituiscono dati personali, con conseguente possibilità per l'interessato di proporre l'istanza di accesso nei confronti del titolare e del responsabile del trattamento.
Sicurezza individuale
Impianti di videosorveglianza finalizzati esclusivamente alla sicurezza individuale: Questi impianti non rientrano nell'ambito di applicazione della legge sulla riservatezza essendo il trattamento effettuato a fini personali. Tuttavia deve essere comunque rispettato un obbligo principale: le riprese devono essere limitate al solo spazio privato, evitando forme di videosorveglianza su aree circostanti che potrebbero limitare la libertà altrui. La legge vieta che vengano inquadrate "esempio le aree comuni del condominio e loro pertinenze (es. cortili, pianerottoli, scale, posti auto, box), al fine di evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata.
Le riprese di aree condominiali sono ammesse, di comune accordo, esclusivamente per preservare la sicurezza delle persone e la tutela dei beni da concrete situazioni di pericolo e solo dopo aver verificato che altre misure non siano adeguate. 



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