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regolamento (UE) n. 1169/2011, recante disposizioni in materia di etichettatura

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Pubblicato da in Normative · 24 Novembre 2015
Senza lasciare nessun dubbio o spazio per interpretazioni. Lo ha spiegato, in una Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 marzo 2015 il  Regolamento sull'etichettatura (Regolam. UE 1169/11) riportando anche le sansioni.
In data 13 dicembre 2014 è divenuto applicativo il regolamento (UE) n. 1169/2011, recante disposizioni in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti.  Nell’ambito del Decreto legislativo 109/1992, norma nazionale in materia di etichettatura, resta tuttora in vigore l’articolo 18 che disciplina le sanzioni applicabili alle disposizioni della
normativa nazionale, e che sarà abrogato solo con l’adozione di un nuovo decreto legislativo recante il
quadro sanzionatorio delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011.
Al fine di assicurare continuità applicativa delle sanzioni previste dall’articolo 18 del D.Lgs. 109/1992, nelle more dell’adozione della nuova disciplina sanzionatoria, la presente circolare chiarisce il raccordo tra le disposizioni del regolamento dell’Unione e quelle del D.Lgs. 109/1992 sulla base dell’allegata tabella di concordanza.
Molte di queste disposizioni confermano i precetti contenuti nelle precedenti direttive
comunitarie e recepiti nell’ordinamento nazionale per mezzo del D.Lgs. 109/1992, mentre in altri casi
esse innovano il precetto o dispongono ex novo.
Le disposizioni sanzionatorie previste dall’articolo 18 del D.Lgs. 109/1992 per la violazione delle disposizioni in esso contenute, devono intendersi applicabili soltanto ai precetti confermati dal regolamento.
Le sanzioni previste dall’articolo 18 del decreto legislativo restano inoltre applicabili alle violazioni delle disposizioni del decreto medesimo che restano in vigore, in quanto riguardanti materie non espressamente armonizzate dal Regolamento, quali, ad esempio, il lotto o i prodotti non preconfezionati.
Tutto il settore alimentare deve perciò sottoporre il proprio personale a idonea formazione su rischi inerenti la sicurezza alimentare, con particolare attenzione a quelli legati alla contaminazione da allergeni, e rivedere il fatidico manuale HACCP.           Solo al termine di questi provvedimenti si potranno compilare i registri degli ingredienti, in modo da informare correttamente i consumatori.        Bisogna precisare, ad esempio, la presenza di mandorle, noci, nocciole, senza limitarsi a scrivere “frutta secca con guscio“.
Lo stesso sistema deve essere applicato anche per i “cereali contenenti glutine”, che devono essere identificati con precisione.              Un altro passaggio riguarda le modalità di informazione sulla possibile presenza di allergeni dovuta a contaminazioni involontarie.               Prima che il regolamento entrasse in vigore e quindi in assenza di modalità specifiche su come comunicare il rischio di contaminazione crociata, era stato tollerato l’impiego di diciture quali “Prodotto in uno stabilimento dove si lavorano” o “dove sono presenti” taluni allergeni.
Leggi La Circolare del M.I.





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